Svezia, marcia indietro per la “legge Orwell”

29Set08

Il monitoraggio di email e telefonate, previsto dalla normativa, dovrà passare attraverso la decisione di un tribunale speciale. Più garanzie per la privacy dei cittadini spesso inconsapevoli della gratuità e dell’importanza dei dati trasmessi attraverso la rete.

Gli emendamenti approvati dal governo svedese garantiscono che la sorveglianza non sarà più una pratica quotidiana, come previsto in precedenza, e soprattutto il flusso di contenuti non passerà attraverso le mani della FRA, Försvarets Radioanstalt, l’agenzia civile sottoposta al Ministero della Difesa.

Il monitoraggio potrà essere accordato da un tribunale solo nel casi di evidenti minacce armate internazionali. Un sospiro di sollievo per i cittadini svedesi e non, dato che la legge, avrebbe lasciato mano libera al quinto computer più potente del mondo per ascoltare telefonate, fax, sms, email “da e per” la Svezia.

Dopo la bocciatura della “dottrina Sarkozy” da parte del Parlamento Europeo una nuova battuta d’arresto per i fautori del controllo pervasivo dei comportamenti umani. La tendenza dei legislatori sembra orientata verso un maggiore garantismo dei diritti dei cittadini. Ma nuovi pericoli sono sempre all’orizzonte. I dati degli utenti-clienti sono un bene prezioso di cui il mercato non può fare a meno. Aspettiamoci altre sorprese.

Foto | Flickr



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