Blog, roba superata. Stacca la spina. Twitter, Facebook, Flickr sono il futuro

24Ott08

Twitter, Flickr, Facebook fanno sembrare il blog un reperto del 2004. Qualcosa di superato, a detta di Paul Boutin, che su Wired consiglia di staccare la spina, se avete un blog; di non aprirne uno, se ne avete l’intenzione.

Il motivo? L’impersonalità. I blog, nati come forme d’espressione personale, si sono trasformati in veri e propri strumenti di marketing da azionare a seconda delle esigenze. Se si scorre la lista dei top 100 blog di Technorati si noterà che quelli propriamente personali sono stati rimpiazzati da siti professionali. Molti bloggers, per competere con i blog professionali, hanno modificato la loro scrittura, tradizionalmente immediata, veloce, informale. Ed hanno smarrito la loro incisività.

Immediatezza, brevità, incisività che Twitter o Faebook riescono ora a garantire. Twitter, ad esempio, che impone post di massimo 140 caratteri, opera più velocemente della blogosfera. I post di Twitter possono essere ricercati istantaneamente, senza attendere che vengano indicizzati da Google.

Ed in Italia che succede? La situazione è un pò differente, anche per un nostrano ritardo rispetto ai paesi anglosassoni in ambito tecnologico. Basti pensare al fenomeno Facebook, che in Italia sta raggiungendo il successo in queste settimane. Resiste, ancora, la forma “tradizionale” del blogging. Scorrendo la classifica di Wikio possiamo farcene un’idea. Anche se i blog professionali non mancano, ed il corporate blogging ha preso ormai piede.

La sensazione è che la tendenza possa spingere in quella direzione. Ci vorrà del tempo, certo, data la nostra riluttanza ad abbracciare tout-court le novità. Ma le analisi di Wired sulla blogosfera americana potrebbero rappresentare delle previsioni nel breve-medio termine per l’Italia.

La forza sta nella brevità. Nelle riduzione progressiva delle unità concettuali. Twitter, Blippr, Friendfeed ne sono la dimostrazione.

Fonte | Wired

Foto | Flickr

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