Proposta 8, Google ne approfitta?

25Ott08

Mentre Obama e McCain si scambiano gli ultimi colpi prima dell’imminente giorno della verità, in California tiene banco la Proposta 8, un’iniziativa per vietare il matrimonio fra gay. L’unione fra persone di sesso uguale è legale dall’inizio dell’anno.

Anche in rete i rumors della Proposta 8 hanno avuto enorme eco dopo le prese di posizione dei due colossi Apple e Google. Dopo un acceso dibattito interno, Sergey Brin, co-fondatore di Google, ha dichiarato che l’azienda si oppone alla proposta 8. Anche Apple, ha preso la sua posizione donando 100,000$ alla campagna No on Prop 8.

Ma le polemiche non finiscono qui. La politica, ovviamente, veicola anche interessi economici. E Google sembra ne stia approfittando sfruttando i proventi delle campagna pubblicitaria antigay. Pare che Google faccia passare gli ads anche sui siti o sui blog solitamente frequentati dagli omosessuali.

The Bilerico Project accusa Google di fare profitto alle spalle delle persone. E di supportare la discriminazione facendo passare le pubblicità Yes on Pro 8.

La politica pubblicitaria di Google non permette pubblicità contro minoranze o gruppi protetti.

“Don’t promote violence or advocate against a protected group.”

Ma allo stesso tempo sono permesse campagne pubblicitarie, purchè non contengano attacchi alla persona od a gruppi protetti.

“Political advertising is allowed.”

Google promuove ads a favore e contro la Proposta 8. Nonostante si sia dichiarata pubblicamente a favore. Fin qui nulla di sorprendente. Democrazia e pluralismo sono rispettati.

Ma gli ads rispettano la politica pubblicitaria di Google. Cosa significa gruppi protetti? La Proposta 8 lede la libertà di una persona o di un gruppo minoritario? Questione di punti di vista.

Foto | Flickr

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