Microsoft all’attacco dei “pirati” cinesi

31Ott08

Era inevitabile che il controverso programma anti-pirateria di Microsoft, WGA, non facesse rumori e scalpori in Cina, dove numerose compagnie utilizzano sui loro computer versioni di Windows non originali. Un avvocato di Pechino, Dong Zhengwei, è passato al contrattacco, chiedendo all’ Ufficio Generale per l’ Industria ed il Commercio, una multa di 1 miliardo di dollari per “provvedimenti illegali alla lotta contro la pirateria”.

Ma di cosa si tratta? Come funziona realmente il controverso software? Windows Genuine Advantage per Windows Xp, a differenza del gemello per Vista che bloccava il Pc, mostra agli utenti che utilizzano copie piratate di Windows un pop-up ogni 60 minuti che ne suggerisce l’acquisto di una copia originale. Certamente irritante, al punto che da molte parti Microsoft è stata descritta come il “più grande hacker di Cina”.

L’utilizzo di un sistema, black screen, che blocca lo schermo sembra però essere una soluzione estremamente invasiva. Ed è per questo che Microsoft è stata accusata di violare la privacy degli utenti e di intaccare la sicurezza dei sistemi informativi degli utenti. La discussione si sposta ovviamente dalla legittimità della lotta alla pirateria, alle modalità poco “legali” nel condurla, dalla posizione di monopolio dell’azienda, all’applicazione dei prezzi nei mercati in via di sviluppo.

Forse se i prezzi del software originale fossero più bassi delle versioni “non-genuine” non ci sarebbe bisogno di rimpinguare la pirateria.

E’ solo una delle possibili soluzioni per un’azienda da sempre gelosa dei profitti economici derivanti dallo sfruttamento della proprietà intellettuale. E della posizione monopolistica di cui gode.

Foto | Flickr

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