Stupenda presentazione di David Armano.


Novità in casa Zuckerberg. Facebook cambia volto presentando alcune migliorie tecniche che ne rivoluzionano in parte le caratteristiche funzionali. A dir la verità nulla di innovativo ma più che altro l’adozione di alcune peculiarità della concorrenza. Un modo per fagocitare il mercato e fornire un servizio completo che sminuisca la scarna praticità dei competitors, Twitter e Friendfeed su tutti.

Nessuna distinzione tra pagine e profilo. Una scelta che apre ad un uso diffuso e più “commerciale” dei fan. Il proprietario di una pagina potrà comunicare tramite il “News Feed” con i fan iscritti direttamente attraverso l’aggiornamento dello status. Ma non è una cosa che già fa egregiamente Twitter?

Cade il limite massimo dei 5000 amici. Potremo avere il mondo come Amico. Una soluzione che aumenta le potenzialità comunicative per le aziende.

Cambia il design della pagina principale. Maggior risalto al Live Stream, ovvero la possibilità di filtrare gli aggiornamenti in tempo reale in base ad amici o conoscenti e condividere gli interessi direttamente in Home page. Date un’occhiata a Friendfeed.

Il mercato dei social network è in una fase di assestamento. A quanto pare le scelte di FB si muovono in una direzione che escluda ogni minima carenza tecnica nei confronti dei competitors per offrire un servizio completo che soddisfi un po’ tutti, dalle persone alle aziende che ci dovrebbero investire.

La parola d’ordine è quella di occupare ogni possibile spazio d’azione. In attesa di alternative non proprietarie, cosa ne pensate?


L’attività di questo blog si è bruscamente interrotta, per mia fortuna, a causa di impellenti, ed a lungo agognati, impegni di lavoro. Dato che gli spunti principali per i nostri Mediterranei vengono dalla navigazione in rete, dai miei FeedRSS e dalle intuizioni “rubate” qua e la su Twitter, FriendFeed ed altri per ora la scrittura di nuovi post langue. Ma ritorneremo al più presto, manca solo un po’ di stabilità. Per ora saluto aficionados, followers e lettori di passaggio.

La crisi incombe, il lavoro è un emergenza sociale (personale).

A presto

Ciao a tutti


Oggi in Italia splende il sole. L’aria frizzante, dopo giorni di pioggia e nuvole, ha in serbo qualcosa di nuovo. Forse non ce n’eravamo accorti, troppo occupati nel dimenarci tra lodi gratuite e facili accuse. Le tracce ci sono, lasciano il segno e prima o poi vanno considerate ed analizzate.

C’è un modo nuovo di stare in rete, un nuovo modo di viverla, un nuovo modo di vivere attraverso la rete. Tra un caffè sorseggiato in fretta, tra una pausa pranzo o nel bel mezzo di una riunione. Ecco, Facebook ha fatto questo, ha portato un media tra le conversazioni della gente, è riuscita dove in molti non pensavano si potesse arrivare. Tutto troppo semplice, così immediato, così ineluttabile. Si potrebbe azzardare che la rete si sia fatta carne, anima, battito alimentato dai discorsi della gente. Diventando tutt’uno con le idee ha alimentato la voglia di comunicare delle persone e una volta “popolare” ne abbia investito le modalità di regolarsi e di identificarsi. Al punto di creare quella che Giovanni Boccia Artieri definisce in modo intuitivo la “cyberborghesia”, la classe media digitale.

Cosa significa tutto questo? Ancora è presto per capire dove si possa arrivare. Più che altro non prima che la cyberborghesia prenda atto della propria rilevanza, non prima di percepirsi come l’organismo di una nuova forma di democrazia che vive in simbiosi tra il reale e il virtuale. La vittoria di Obama, che secondo alcuni avrebbe dato riconoscimento politico alla classe degli esclusi, degli emarginati, dei moderni “poeti maledetti”, potrebbe essere solo il punto di partenza. Il futuro ci saprà dire come e quanto questa forza sociale avrà saputo organizzarsi e soprattutto, se sarà in grado di autoregolamentarsi.

In qualche modo si potrà guidarne la presa di coscienza? Si potrà evitare che lo strumento prenda il sopravvento o che la potenzialità palese venga orientata verso obiettivi privati? Questa è forse un’utopia, ma in futuro, il quotidiano, nella sua superficialità, potrebbe produrre anche senso. Staremo a vedere.


webpeople

In rete chiunque, più o meno coscientemente, decide chi essere. L’identità di una persona è determinata dalle relazioni che intrattiene, da quello che fa, da cosa e come scrive sui blog o da come, quando e perchè commenta i post degli altri. Facebook, e per questo sono molti i debitori, ha accelerato e favorito l’ingresso ad una miriade di spettatori più o meno partecipi. Categorie di persone differenziate tra loro, al di la della naturale frammentazione che caratterizza il genere umano, dal modo in cui interagiscono nell’ambiente virtuale. Ci sono diversi modi di stare in rete, in parte legati al concetto di net reputation che affronteremo più in la, che determinano chi sei veramente in rete. Questa che mi appresto ad iniziare è una personale rivistazione dei personaggi che mi capita di incontrare quotidianamente in rete, una sorta di collezione privata aperta al pubblico in versione beta e costante aggiornamento.

5 modi di confrontarsi con il web. La linea della presenza:

Il Disinteressato

Manca di curiosità generale e conduce una vita abitudinaria e regolare. Raramente si concede ai piaceri o all’emozione della novità. Fonda sulla consuetudine il valore primario e gravita costantemente attorno al conosciuto evitando esposizioni verso l’esterno.

L’Anonimo Incuriosito

Alla stregua del disinteressato difficilmente si espone, possiede pari spirito d’iniziativa ma una maggiore curiosità. Lo ritrovi spesso fra i commenti in forma anonima, pone domande ma evita le discussioni ritirandosi al primo contatto. Si riassume nella massima: vorrei ma non voglio.

L’Autoescluso o l’Aristocratico forzato

Il suo motto è: vorrei ma non posso. E’ colui che volutamente, grazie ad una notevole forza d’animo, si esclude dal contatto con il mondo virtuale. In virtù delle sue convinzioni o della propria matrice culturale evita il contatto per evitare la contaminazione. In continua lotta con la sua debolezza, ogni vittoria sul suo demone lo rende più inaccessibile e sospettoso.

L’Ingenuo

Che dire. L’ingenuo solitamente condivide in tutto e per tutto la sua debolezza con il proprio doppio reale. E’ colui che a capofitto si lascia trasportare dagli eventi e dalle emozioni. Da non confondere con l’impavido, che vedremo più avanti, più scaltro e coraggioso, è spesso vittima, o meglio martire, della propria bontà d’animo.

Il Temerario

Il temerario potrebbe sedere sul trono del geek, dello smanettone, se non fosse per l’intemperanza e l’istintività che lo induce spesso all’errore. Avventato, si lascia trasportare dalle discussione scadendo a volte nel volgare o nell’inutile chiacchiericcio. Rumoroso ed invadente.

Alla prossima puntata con altri 5 abitanti del web.

Foto | Flickr